L’origine e il futuro dello spam e di altre intrusioni online

L'origine e il futuro dello spam e di altre intrusioni online
L’evoluzione dello spam come illustrato in CACM. Crediti: Emilio Ferrera

Da un trucco di fiducia nato alla fine del 19° secolo, a una sofisticata intelligenza artificiale in grado di manipolare la realtà, ricreando il viso o la voce di chiunque con una precisione quasi millimetrica, la pam ha fatto molta strada.

Ma come sarà il futuro dello spam digitale, quali rischi potrebbe comportare per la nostra sicurezza e privacy personale e cosa possiamo fare per combatterlo?

In un nuovo documento, apparso nel numero di agosto 2019 di Comunicazioni dell’ACM (CACM), Emilio Ferrara, professore assistente di ricerca dell’USC in informatica e leader del team di ricerca presso l’Information Sciences Institute dell’USC Viterbi, segue l’evoluzione dello spam digitale ed esplora la sua storia complessa e spesso sorprendente.

“La lotta allo spam è una corsa agli armamenti costante”, ha affermato Ferrara, specializzato in scienze sociali computazionali ed esperto di bot di social media. “Le truffe non sfruttano solo le vulnerabilità tecniche, ma sfruttano quelle umane”.

I bot di spam dei social media, che producono automaticamente contenuti e interagiscono con gli umani, hanno permesso agli spammer di portare le loro operazioni a un livello senza precedenti. (Ferrara lo esplora nel suo articolo del CACM del 2016, The Rise of Social Bots).

Poiché i robot sono stati utilizzati per una varietà di scenari nefasti, dalla manipolazione delle discussioni politiche alla diffusione di teorie del complotto e notizie false, la posta in gioco è alta. In futuro, Ferrara crede che le tecnologie deepfake potrebbero essere abusate da spammer con buone risorse per creare IA che fingono di essere umane.

La storia digitale dello spam. Credito: USC Viterbi School of Engineering

Pietre miliari nella cronologia dello spam:

  • Il termine “spam” è uno slang di Internet che si riferisce a e-mail commerciali non richieste (UCE).
  • Il primo caso di spam segnalato si è verificato nel 1898, quando il New York Times ha riportato che circolavano messaggi non richiesti associati a una vecchia truffa.
  • Il primo caso segnalato di spam e-mail si è verificato nel 1979, attribuito a Digital Equipment Corporation e diffuso tra 400 utenti di ARPANET, la rete precursore di Internet moderno.
  • Il termine “spam” è stato coniato nel 1994, sulla base di un ormai leggendario sketch dei Monty Python’s Flying Circus, in cui una folla di vichinghi canta ritornelli progressivamente più forti di “SPAM! SPAM! SPAM!”

Fatti:

  • Ogni giorno vengono inviati miliardi di e-mail di spam.
  • Gli “algoritmi di rilevamento” dello spam e-mail sono accurati approssimativamente al 98%, ma nuovi tipi di spam sono in continua evoluzione.
  • L’anno scorso, Facebook ha dichiarato di aver eliminato 1,23 miliardi di post di spam nel terzo trimestre del 2018.

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